Frate Francesco piccolino

Chi era Francesco d’Assisi? A 800 anni dalla sua morte ancora ci si interroga su chi fu veramente Giovanni di Pietro di Bernardone, chiamato Francesco dal padre, e con questo nome passato alla storia. Molte le versioni della sua vita, numerose le biografie, una figura complessa, sicuramente lontana dallo stereotipo diffuso dalla Legenda Maior di Bonaventura da Bagnoreggio che coniò l’immagine stereotipata di un santino. Il poverello di Assisi, uomo dolce e amante degli animali, ubbidiente alla chiesa e poco colto, fissato e tramandato per secoli dalla potenza degli affreschi della Basilica superiore di Assisi. Di tutt’altro tenore il ritratto dei suoi primi compagni, quelli che lasciarono documenti firmati “nos qui cum eo fuimus”: in queste poche parole sta tutta la potenza del loro ricordo. Noi che eravamo con lui, noi che abbiamo visto e condiviso il pensiero e la vita di frate Francesco piccolino, come lui stesso amava chiamarsi.

Grazie alla testarda opera di ricerca del padre calvinista Paul Sabatier alla fine dell’800, siamo rientrati in possesso di documenti fondamentali, sfuggiti all’ordine di Bonaventura di bruciare tutti i testi precedenti alla sua biografia ufficiale, l’unica e definitiva. Fortunatamente non tutti ubbidirono. Il Francesco che emerge dai ricordi dei compagni è “un uomo tormentato, duro, capace di gesti dolcissimi e di asprezze inaspettate”. Non un’immagine unitaria ma una molteplicità di immagini, a volte discordanti. Ognuno aveva un suo Francesco, ognuno lo ricordava a modo suo.

Chi è stato veramente questo uomo straordinario? A 800 anni dalla sua morte è ancora necessario continuare ad interrogarsi.

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