Gubbio, città dei Ceri

I Ceri più che una festa sono un monumento. Difficile spiegarne la complessità: sfida, solidarietà, senso civico, religione e devozione, prestanza fisica e amore, in una parola i “Ceri”. Uno per ogni santo Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio) ma tutti per Sant’ Ubaldo. È infatti dalla morte di Ubaldo, vescovo e defensor civitatis, molto amato dalla sua città, che nasce la manifestazione a partire dalle luminarie che si fecero in suo onore. Ma non solo rito medievale. I Ceri assorbono e rielaborano gli antichi rituali umbri del maggio, della rinascita e risveglio dopo il lungo letargo invernale.

Una giornata che ne vale 365. Un cerimoniale complesso, fatto di tappe diverse durante l’anno. Tre famiglie: santubaldari, sangiorgiari, santantoniari. Tre colori: giallo, azzurro, nero. Tre feste: i Ceri grandi, i ceri mezzani, i ceri piccoli. Il popolo intero, le istituzioni laiche e religiose, la compagnia dei campanari, i tamburini, nessuno assente.  Una grande festa di popolo che accompagna la vita degli eugubini dal 1161.

Gubbio 15 maggio 2019

Assisi e il Calendimaggio

Le origini del Calendimaggio ci riportano molto indietro nel tempo. Fusione di antichi riti pagani e le feste di primavera, rinascita e nuova vita.

In tutto il paese risuonavano i canti e le musiche, le serenate sotto i balconi, si eleggeva il Re della festa. Il ritmo gioioso coinvolge tutta la città.

Nasce nel 1954 la festa moderna che ripropone gli elementi più suggestivi della tradizione. Fra le due “Parti” della città, la Nobilissima Parte de’ Sopra e la Magnifica Parte de’ Sotto, ritorna la sfida: una contesa scandita dalla musica, dalla danza, dalle sfilate al ritmo dei tamburini. Bellissimi i costumi, le scenografie e le atmosfere. Un invito a lasciarsi coinvolgere e partecipare.

Assisi

8-9-10-11 maggio 2019

Orvieto

Antica Velzna, capitale religiosa degli Etruschi. Città di tufo, si identifica con la rupe su cui fu costruita e che ancora oggi ne segna il limite, la protezione. Sede della più gotica delle cattedrali dell’Umbria, voluta per custodire un antico miracolo e dipinta da grandi e noti artisti. Città slow per eccellenza, città di ottimi vini e di grande musica, sede di Umbria Jazz Winter.

Todi

Città di confine tra umbri ed etruschi, città di pietra, città dell’Aquila che indicò il luogo dove costruire. In alto sui colli, una bellissima piazza rettangolare da cui si dipartono i tre borghi. Tre cinte murarie a segnarne lo sviluppo nei millenni. Fuori dalle mura, baluardo che da secoli accoglie viandanti e viaggiatori, un monumento di rara bellezza: il tempio di Santa Maria della Consolazione.

Gubbio

Il medioevo più autentico si esprime nel monumento più antico, più significativo e rappresentativo della storia della città: non una chiesa, non un palazzo, non una fontana, bensì una festa, la Festa dei Ceri. Nata per la morte del santo patrono Ubaldo, e da allora, dalla fine del XII sec., sempre con lo stesso vigore a segnare una identità forte. Gli eugubini sono un popolo particolare, un po’ in disparte dalla storia della regione per posizione e per carattere, ma da sempre legati alla loro terra e alla loro città. L’antica Ikuvium umbra, città del Lupo di San Francesco, città dei Montefeltro. Città da vedere ed assaporare.

Spoleto

Antica capitale del Ducato Longobardo, già fedele a Roma, rifugio di eremiti provenienti dalla Siria e dalla Palestina, oggi patria del Festival dei Due Mondi, Spoleto si presenta come baluardo a chiusura della Valle Umbra sud, con la sua magnifica Rocca Albornoziana, il Ponte delle Torri e la meravigliosa cattedrale romanica di Santa Maria Assunta. Città raffinata, d’arte e di cultura, si sviluppa sotto l’ala protettrice del Monteluco, l’antico Lucus consacrato a Giove, il bosco sacro, con il suo verde perenne, le sue acque e i suoi sentieri.

Trevi

Gira, gira, gira, tutta avvolta su stessa, la fortificata Trevi, come una chiocciola addormentata protegge vicoli e piazze, palazzi nobili e chiese antiche. Sede di una delle più tradizionali processioni dell’Umbria, e famosa per due tra i prodotti “eccellenti” della regione: l’olio extravergine ed il sedano nero, che solo in questa zona si produce.

Montefalco

Antica Coccorone, la Ringhiera dell’Umbria da cui lo sguardo si può perdere, in là verso Spoleto, verso Perugia, verso Todi e oltre. Con la sua bella piazza circolare, le sue stradine tutte intorno. Si presenta con uno dei musei più importanti della Regione, dove gli affreschi di Benozzo Gozzoli si sposano alle antiche attrezzature per la vinificazione del Sagrantino, tutto racchiuso all’interno della Chiesa di San Francesco. Città di Santa Chiara della Croce, del Santo pellegrino, di Federico II, di vitigni antichi custoditi sapientemente tra le mura, le case e i giardini.

Bevagna

Racchiusa nelle mura, attraversata dalla Flaminia, circondata dalle acque. L’antica, ricca e vivace capitale dell’etnos umbro, Mevania, città che “sta nel mezzo”, porto fluviale al centro di un percorso sacro. Il medioevo delle quattro Gaite nasconde e conserva le vestigia antiche: le strutture dell’emporium legato al porto fluviale, il mosaico delle terme romane, i materiali di riutilizzo, le decorazioni, le colonne. Edifici-contenitori che nascondono preziosi ed inaspettati cambi di funzione.

Spello

Il borgo dei fiori, il borgo più petaloso della Regione. Borgo di vicoli e balconi fioriti, borgo dell’infiorata. Dall’epoca augustea, fase della sua monumentalizzazione, con la creazione di uno dei complessi sacrali più grandi fuori Roma, dove gli umbri ancora nel IV secolo si riunivano per i propri rituali sacri, al medioevo dei terzieri, al rinascimento di Pinturicchio, che lascia nella chiesa collegiata di Santa Maria Maggiore uno dei capolavori del rinascimento italiano: la Cappella Bella.

Cinzia Conte guida turistica dell'Umbria